Conoscete qualche produttore di linee vita britannico inserito nel mercato italiano delle linee vita? Me ne vengono in mente due o tre.

Allo stesso tempo è probabile che anche qualche azienda italiana sia sbarcata nelle terre della perfida Albione… ma non credo abbia trovato strada facile.

Girellando per la rete, pare evidente che la protezione collettiva la faccia da padrona sulla scena del mercato inglese. In ambito linee vita, il mondo “fall protection” spinge tantissimo sui sistemi per tetti piani caldi: lamiera da solaio + freno vapore + isolante + guaina bituminosa.

Anche i sistemi da lamiera fanno la loro porca figura.

Cercando e ricercando informazioni sul mercato inglese, mi sono imbattuto sulla NFRC: The National Federation of Roofing Contractors. Tradotto, la federazione nazionale imprese di coperture.

nfrc
Anno di fondazione: 1892

Essa ha come manifesto la rappresentanza delle imprese e degli operatori del settore presso gli organi di governo britannici con 2 principali obiettivi:

  1. sostenere un settore specialistico attraverso l’accreditamento del personale impiegato e il riconoscimento delle professionalità e delle esperienze. Allo stesso tempo, regolare l’apprendistato del nuovo personale impiegato.
  2. l’impegno futuro del Governo ad utilizzare solo professionisti accreditati in tutti i lavori pubblici e a incrementare le assunzioni di tali professionalità in tutto il comparto edile.

Secondo la NFRC, l’adozione di un programma condiviso di accreditamento e certificazione consentirebbe agli operatori di settore di ottenere numerosi vantaggi:

  • Certezza della competenza dell’installatore e di tutto il personale associato.
  • Differenziazione chiara tra il coperturista professionale accreditato e il coperturista improvvisato, in maniera tale da non compromettere la reputazione del settore.
  • Maggiore qualità di esecuzione delle opere e limitazione dei difetti costruttivi.
  • Regolarità nei controlli sanitari degli impiegati del comparto.
  • Possibilità di rivolgersi all’associazione per denunciare comportamenti di concorrenza sleale.
  • Creare percorsi di carriera chiari e rendere il comparto appetibile al mercato delle assunzioni, mercato che sarà accentuato solo nell’economia post-Brexit.
  • Fornire un’opportunità per tutti gli organismi professionali associati e per l’indotto fornitori, di lavorare per uno scopo comune.
  • Possibilità del comparto di dimostrare al governo di avere la capacità di provvedere alle proprie esigenze di formazione e di rispetto degli standard qualitativi .
  • Armonizzare l’innovazione tecnologica digitale per migliorare le pratiche di lavoro.

Oltre a questi obiettivi inerenti la specificità del comparto, la federazione è impegnata anche su temi più ampi in materia di politica delle costruzioni generali, dell’impiego di forza lavoro straniera e non solo… generalmente con intenti protezionistici.

Insomma, forse abbiamo trovato il giusto alleato per la penetrazione del mercato Britannico o forse, il nostro più acerrimo nemico.